Paolo Ciapparelli racconta:
I motivi della guerra del bitto

7 Settembre 2022
presidio slow food

Ho iniziato la difesa del Bitto Storico nel lontano 1994, quando si stava affacciando sulla scena politica una nuova forza, un partito che sembrava potesse dare voce alle aree periferiche montane, e fermarne l’inevitabile declino.

Oggi, dopo 26 anni di cosiddetta “Guerra del Bitto”, è possibile trarre degli insegnamenti dalla vicenda, ho quindi deciso che ogni due settimane esprimerò alcuni brevi concetti che spero servano, in positivo o in negativo, a stimolare, per chi fosse interessato, un commento.

Quel che è certo, è che il primo “Bitto Valli del Bitto”, poi “Bitto Storico, ora “Storico Ribelle”, non è più solo un formaggio, ma un vero e proprio movimento d’opinione.

La questione ambientale

Ho sempre pensato che alla base di questa storica produzione ci debba essere la difesa dell’erba d’alpeggio, applicata tramite la preservazione del sistema di pascolo. La nostra opposizione all’uso di mangimi e fermenti è il punto fermo onde garantire la biodiversità sui pascoli delle Orobie.

La versione opposta ha invece sempre sostenuto che il nostro agire fosse solo un’egoistica difesa del nostro orticello, a scapito degli interessi economici della Valtellina. 

Regala una forma in dedica

Sicuramente una forma di Storico Ribelle è un regalo unico nel suo genere, ma chi non sarebbe felice di riceverlo?

Per richiedere una forma in dedica scarica il modulo, compilalo ed inviacelo per e-mail a info@storicoribelle.com. Ti risponderemo il prima possibile.


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