Menu
Maschèrpa salata
Siero di lavorazione
Affioramento dei fiocchi
Spresùn
Piano inclinato per lo scolo della maschèrpa
Alpe Orta Vaga
Garòcc al sole
La Maschèrpera
Locale di stagionatura della maschèrpa.
Piano superiore delle Casère d'alpeggio
Stagionatura
Centro del Bitto di Gerola Alta

La maschèrpa

La “maschèrpa” è la tradizionale ricotta prodotta in alpeggio, con il siero di lavorazione dello Storico.
Il siero (lazzelùn/serùn), che rimane nella caldaia (culdéra) viene riscaldato a 60-65°C. Raggiunta questa temperatura si aggiunge, nella misura del 10%, del latte di capra, anch'esso intero e appena munto. L’acidificante, sciolto in un secchiello di latte, viene aggiunto quando la temperatura, controllata con il termometro raggiunge 85-90°C. Il segreto per una buona riuscita dell'operazione è individuare il momento giusto per aggiungere l'acidificante, in passato quando non si aveva a disposizione il termometro si utilizzava un metodo empirico: il casaro picchiava il fondo della caldaia con un bastone e dal suono prodotto capiva se era o no il momento di agire.
La temperatura di aggiunta della soluzione acidificante è un elemento critico della lavorazione: se troppo bassa la consistenza dei fiocchi è ridotta e la resa scarsa, se troppo alta la maschèrpa assume un gusto di cotto. L'aggiunta della soluzione acida deve essere effettuata con gesto rapido e deciso solo così si ha la perfetta risalita dei fiocchi di ricotta che si accumulano in superficie formando uno strato biancastro compatto.
Una volta aggiunta la soluzione acidificante, e atteso il completo affioramento alla superficie del coagulo, si provvede a trasferire la maschèrpa con una schiumarola di rame (càspsula) in appositi contenitori in legno forati alti 40-60 cm e del diametro di 25-30 cm detti garocc’ (oggi spesso sostituiti da stampi in plastica). Il residuo della lavorazione della maschèrpa, il "secondo siero" detto scòcia, si utilizza per lavare gli strumenti utilizzati per la lavorazione del latte e il rimanente viene somministrato ai vitelli o ai maiali.
In passato come soluzione acidificante veniva utilizzata l’agra. L'agra è un liquido fortemente acido ricavato dalla scòcia L'acidificazione era favorita dall'aggiunta di allume di rocca, radice di genziana, ginepro, prugne secche, frutta acerba, aceto, foglie di Acetosa e richiedeva diversi giorni durante i quali il liquido, contenuto in una tinozza di legno era tenuto al sole. Si aveva l’accortezza di utilizzare per la preparazione iniziale dell’agra la scòcia residua di una lavorazione della maschèrpa che aveva dato buon esito. La scòcia doveva essere limpida e di colore verde chiaro.
I contenitori in legno per lo scolo della maschèrpa prendono il nome di garocc' (sing. garot) e rappresentano un elemento molto caratteristico.
La maschèrpa raccolta nei garocc', collocati su un piano in legno inclinato detto spresùn, scola per mezza giornata (in alcuni casi 24 ore) ed è quindi pronta per il consumo fresco. Il prodotto destinato alla salatura viene fatto scolare, invece, per 3-4 giorni. La salatura a secco viene eseguita su entrambe le facce e dopo alcuni giorni, raggiunta una minima consistenza, viene estratta dai contenitori e le "forme" vengono poste su scalere nel locale di maturazione: la maschèrpera, situata nel piano superiore delle casere d’alpe.
Dopo qualche settimana la maschèrpa si copre di una muffa di color marroncino (si dice che "fiorisce"), che viene periodicamente pulita in occasione della girata delle forma. La maschèrpa perde ovviamente molto peso, aumenta di consistenza e assume un sapore particolare e deciso. Dopo alcuni mesi di maturazione può essere utilizzata da grattugia. La conservazione della maschèrpa non è facile; quella stagionata è un prodotto prezioso perché richiede cure e perché non tutte le forme possono essere destinate alla maturazione, ma devono essere appositamente selezionate.

SHOP - ACQUISTA DIRETTAMENTE DALLA CASERA DI GEROLA ALTA


Storico Ribelle dell'ultima annata

Accesso Utenti

Video Bitto Storico - Slow Food

Video Slowfood Bitto

Bthechange

Iscrizione newsletter

Presidio Slow Food

presidio slow food

Blog Ribelli Del Bitto

ribelli del bitto blog