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Un servizio videogiornalistico dedicato alla “Guerra del Bitto” è andato in onda sulle frequenze della RSI, la Radiotelevisione Svizzera, mercoledì 3 luglio 2019. Attraverso il racconto di Paolo Ciapparelli, presidente della nostra società — Valli del Bitto SpA benefit — e di Andrea Pedranzini, vicepresidente del CTCB (Consorzio Tutela Casera e Bitto), è stata descritta la contrapposizione di chi (Storico Ribelle) ha difeso la tradizione ancestrale di questo millenario formaggio con chi (Bitto Dop) ha portato sulle Alpi un metodo di lavoro diverso da quello originario e naturale, sia per quanto riguarda l’alimentazione animale (il Bitto Dop ammette i mangimi, in alpeggio) sia per ciò che concerne la caseificazione (vengono utilizzati fermenti selezionati). Per di più il prodotto che ha fatto sua la denominazione Bitto ha escluso dal suo disciplinare il latte di capra, che nel caso dello “Storico Ribelle” è invece obbligatorio (questa realtà ha salvato, con il suo operato la capra di razza Orobica).

Per quanto nell’intervista Pedranzini dica quel che è tenuto a dire un dirigente di un consorzio, le domande a lui poste dal giornalista svizzero lo hanno portato ad ammettere un eccessivo uso di mangimi da parte di alcuni produttori di Bitto Dop e a sottolineare che taluni di essi non utilizzano correttamente i fermenti.

Nel complesso il servizio della RSI si è fatto apprezzare, raccontando con dovizia di particolari e in maniera chiara una situazione discretamente complessa, sia nella sua attualità che nei trascorsi storici. Per il resto parlano il mercato e un’oggettività e un’evidenza che nessuno potrà cancellare:

- da una parte una realtà che non ha mai avuto accesso ai finanziamenti pubblici e che ha saputo valorizzare il proprio formaggio vendendolo a 40€ al chilo (lo stagionato di un anno, con incrementi medi di 10€ per ogni anno di stagionatura) e garantendo ai consumatori un prodotto ecosostenibile e ai contadini un pagamento equo;

- dall’altra un mondo che, nonostante attinga frequentemente ai finanziamenti pubblici, spunta sul mercato prezzi attorno alla metà dello “Storico”.

Il servizio, pubblicato anche sul web sia in video (qui sopra, 5’14”) che in veste di articolo (intitolato “Disciplinari della discordia”) è firmato da Dario Lanfranconi e Fabio Salmina e sta suscitando un ampio dibattito sulle pagine Facebook (oltre 12mila visualizzazioni in due giorni e mezzo). Buona visione e buona lettura a tutti!

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