Il bitto nella sua bellezza - Qui l' originale
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COMUNICATI inerente il MARCHIO "VALLI BITTO"


10 -04-2009 COMUNICATO inerente l'esposto alla COMMISSIONE EUROPEA (PDF 12 pagine)
Memoria ad opponendum sulla richiesta di approvazione della modifica del disciplinare di produzione della denominazione di origine protetta "Bitto"

15/16-09-07 APERTURA UFFICIALE DELLA NUOVA CASERA DI GEROLA ALTA
In concomitanza con la Sagra del Bitto che si svolge annualmente a Gerola Alta, verrà aperta ufficialmente la nuova casera. Molte delle forme stoccate sono degli anni precedenti, ma stanno già arrivando le nuove formagge della stagione 2007 dalle casere dislocate direttamente sugli alpeggi che producono secondo i nostri canoni.

Gerola Alta, 10/09/07
Ass. Prod. Valli del Bitto
Il Presidente
Paolo Ciapparelli

10 -10-2005 COMUNICATO inerente il MARCHIO "VALLI BITTO" (PDF)

10-11-2004 COMUNICATO inerente La Marchiatura "Valli Bitto" è stata sospesa. L'Associazione comunque continua il lavoro di selezione anche senza il marchio "Valli Bitto". (PDF)

24 -11-2001 COMUNICATO inerente la metodologia di lavorazione del formaggio Bitto (PDF)

LO STATUTO "VALLI DEL BITTO"

Regolamento per l'attribuzione del marchio a fuoco "Valli del Bitto" spettante esclusivamente agli alpeggi inclusi nella zona storica di produzione
ART. 1 - È istituito il marchio "VALLI DEL BITTO", integrativi dei contrassegni già in uso, a cui potranno accedere,
previa richiesta annuale all'Associazione produttori Valli del Bitto, i caricatori dei seguenti alpeggi:



LEGENDA:

alpeggi aderenti all'Associazione Produttori Valli del Bitto
alpeggi non più caricati
alpeggi che non rispettano i regolamenti dell'Associazione e del Presidio SlowFood

Comune di GEROLA ALTA:

BOMINO SOLIVA, BOMINO VAGA, PESCEGALLO FOPPE, PESCEGALLO LAGO, TRONA SOLIVA, TRONA VAGA, TRONELLA, TRONELLINA, VAL VEDRANO

Comune di PEDESINA:
COMBANA, STAVELLO

Comune di RASURA:

CULINO

Comune di BEMA:
DOSSO CAVALLO, VESENDA ALTA, VESENDA BASSA, GARZINO

Comune di ALBAREDO S/M:
LAGO, ORTA SOLIVA. ORTA VAGA, PEDENA, PIAZZO

Comune di COSIO V.NO:
OLANO, TAGLIATE

Comune di ROGOLO:
PIAZZA, MEZZANA

Provincia di BERGAMO:
FOPPA BONA (AVARO), ALPE FOPPA, CASERA, VAL MONCUCCO, PONTERANICA, PARISCIOLO, CULLO, ANCOGNO VAGO, ANCOGNO SOLIVO, AZZAREDO, CAVIZZOLA

Provincia di LECCO:
VARRONE, LAREC, ARTINO

ART. 2
- L'attribuzione del marchio è regolata dalle seguenti norme:
1) Le forme di Bitto dovranno recare ben visibile il logo come riportato dall'allegato A del D. M. 19/4/95 di attribuzione alla denominazione di origine nonché il numero distintivo assegnato ad ogni caricatore (questo marchio è stato momentaneamente sospeso -
2) Sugli alpeggi, accanto alle bovine, dovrà essere presente un adeguato numero di caprini di razza Orobica o della Val Gerola (razza a rischio d'estinzione) il cui latte sarà utilizzato nella produzione del formaggio.
3) L'alimentazione degli animali dovrà derivare esclusivamente da sole essenze spontanee d'alpeggio. L'utilizzo di altra alimentazione potrà essere permesso solo in caso di ricovero di animali malati in stalla. È vietato l'uso di integratori nell'alimentazione del bestiame. È vietato l'uso di fermenti industriali tesi a pilotare la produzione.
4) La marchiatura a fuoco del prodotto avverrà intorno ai settanta giorni di maturazione o, comunque, a maturazione avvenuta. Le forme esitate prima della marchiatura dovranno essere catalogate genericamente come "Bitto giovane".
5) Per quanto non menzionato nel presente regolamento si fa comunque riferimento al D.M. di attribuzione della D.O.P (i produttori storici sono momentaneamente usciti dalla DOP)
ART. 3 - Il controllo della produzione, il rispetto del presente regolamento, la marchiatura a fuoco, la gestione del marchio "Valli del Bitto" sono demandati all'Associazione Produttori "Valli del Bitto" quale organo ufficiale autorizzato dai produttori di formaggio Bitto della zona storica di produzione

Morbegno 7/04/2002

  • PRENOTAZIONI
    Contattaci per acquistare il Bitto Originale marchiato con il nome degli alpeggi. Ove la tradizione unica, si ripete da millenni, esclusivamente li.

L'Associazione "Valli del Bitto" opera anche per mantenere e favorire lo sviluppo delle seguenti pratiche tradizionali:

  1. Monticazione della capra orobica (Razza a rischio d'estinzione) ed utilizzo del 10-20% del latte di capra nel Bitto.
  2. Pascolo turnato, che favorisce il mantenimento degli alpeggi e della cotica erbosa.
  3. Rottura manuale dello sterco di vacca per favorirne l'assorbimento dal terreno.
  4. Mungitura manuale che consente un maggior controllo dello stato sanitario dell'animale.
  5. Uso del fuoco a legna che dà un'aggiunta particolare all'aroma del formaggio.
  6. Uso di vari attrezzi in legno che contribuiscono a mantenere e sviluppare la microflora spontanea.
  7. Salatura a secco in fascere di legno che lasciano respirare anche lo scalzo del Bitto, per cui si forma una crosta più delicata che in salamoia, ottenendo quindi una migliore maturazione.
  8. Uso del "calècc" o baita di lavorazione itinerante in modo da lavorare sempre il latte ancora caldo e non stancare le vacche facendole camminare.
  9. Portare alla marchiatura solo le forme che effettivamente lo meritano avendo i requisiti del miglior Bitto.